Nella mattinata di ieri, giovedì 20 novembre, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, si è tenuta la presentazione del Disegno di Legge n. 1676 sulla “Promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, su iniziativa della Senatrice Sabrina Licheri (Movimento 5 Stelle).
All’incontro, trasmesso anche in diretta su webtv.senato.it, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle associazioni di filiera. Per Imprenditori Canapa Italia è intervenuto il presidente Raffaele Desiante.
Tutti i partecipanti
Dopo i saluti istituzionali della Senatrice Sabrina Licheri, relatrice del DDL 1676, sono intervenuti:
- Lorenzo Simonetti – Avvocato cassazionista
- Mattia Cusani – Presidente di Canapa Sativa Italia
- Piero Manzanares – Presidente di Sardinia Cannabis
- Francesco Vitable – Presidente di Resilienza Italia
- Jacopo Paolini – Federcanapa
La presenza congiunta delle principali realtà associative ha permesso di offrire una fotografia concreta del settore, delle sue criticità e delle opportunità che una regolamentazione chiara potrebbe generare in termini di occupazione, sviluppo rurale, innovazione e sostenibilità ambientale.
L’intervento del presidente di Imprenditori Canapa Italia, Raffaele Desiante
Nel suo intervento, il presidente di Imprenditori Canapa Italia, Raffaele Desiante, ha sottolineato la necessità di superare l’articolo 18 del DDL Sicurezza e di dare finalmente alla filiera italiana della canapa industriale un quadro normativo stabile, coerente con il diritto europeo e capace di tutelare le imprese che operano nella legalità.
Di seguito il testo integrale del suo discorso:
Gentile Senatrice Licheri,
colleghe e colleghi,
come Presidente di Imprenditori Canapa Italia, la prima cosa che desidero fare è ringraziare la Senatrice Licheri per l’organizzazione di questo incontro e, soprattutto, per l’impegno costante e tenace a difesa della filiera italiana della canapa industriale.
In questi anni, mentre intorno a noi si stratificavano norme contraddittorie e spesso punitive, lei ha continuato a confrontarsi con le associazioni, ad ascoltare gli operatori, a trasformare le criticità che le segnalavamo in iniziative politiche e parlamentari. Il DDL 1676 che presentiamo oggi è il frutto di questo ascolto ed è già di per sé un segnale politico molto forte: si riconosce che il settore esiste, che lavora nella legalità e che ha bisogno di regole chiare, non di zone grigie, sequestri preventivi e distruzione di coltivazioni.
Non mi soffermerò troppo sugli aspetti tecnici del disegno di legge, che sono stati illustrati in maniera eccellente dall’avvocato Simonetti e dai colleghi che mi hanno preceduto. Mi preme però sottolineare un aspetto, dal punto di vista delle imprese.
Questo DDL introduce un richiamo espresso alla necessità di salvaguardare l’azienda in caso di sequestro. Perché un conto è verificare il rispetto della legge – ed è giusto che venga fatto – un altro è distruggere in poche ore il lavoro e gli investimenti di anni, spesso senza neppure attendere gli esiti delle analisi. Con questo DDL si afferma un principio di civiltà giuridica: i controlli sì, ma evitando di mettere in ginocchio chi opera in un settore che lo stesso Stato dichiara lecito.
Accanto a questo percorso, vorrei ricordare che con la maggioranza si potrebbe costruire un cammino comune – anche alla luce della proposta di Fratelli d’Italia presentata in legge di bilancio per la regolamentazione delle infiorescenze come prodotto da inalazione – volto a disegnare una cornice chiara sulle infiorescenze e sui derivati, al fine introdurre un’imposta di consumo per la destinazione d’uso adulta e contribuire ulteriormente all’erario.
Dal nostro punto di vista, una soluzione di questo tipo:
- introduce l’idea che il settore debba essere regolamentato, non represso;
- prefigura un canale distributivo chiaro, fatto di attività specializzate di vicinato, con requisiti definiti e controllabili;
- apre la strada a regole omogenee su etichettatura, tracciabilità, standard qualitativi e limiti di THC;
- rafforza la protezione dei minori, prevedendo il divieto di vendita ai minori di 18 anni e strumenti efficaci di controllo dell’età.
Speriamo che la proposta di Fratelli d’Italia rappresenti un’apertura per superare l’articolo 18, dando finalmente una risposta a ciò che, come associazioni di settore, chiediamo da anni: regole chiare, certezza del diritto, sicurezza lavorativa lungo tutta la filiera, dagli agricoltori ai trasformatori, dalla logistica ai negozi specializzati.
Come operatori del settore non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente coerenza legislativa e regole che ci permettano di lavorare alla luce del sole, rispettando lo Stato e venendo rispettati dallo Stato.
Il DDL 1676 e l’emendamento alla legge di bilancio possono e devono dialogare tra loro. Da un lato, è necessario correggere le storture dell’articolo 18 e proteggere le aziende da sequestri indiscriminati; dall’altro, è indispensabile dare finalmente un quadro normativo completo alle infiorescenze, definendo cosa è lecito produrre e vendere, dove, come, a chi e con quali imposte.
Se riusciremo a tenere insieme questi due binari – tutela delle imprese e regolamentazione equilibrata dei prodotti derivati dalla canapa – non solo salveremo decine di migliaia di posti di lavoro e migliaia di aziende, ma daremo anche al nostro Paese un vantaggio competitivo in un settore in cui l’Italia, per storia agricola, caratteristiche ambientali e capacità imprenditoriale, può essere un’eccellenza a livello mondiale.
Concludo rinnovando il mio ringraziamento alla Senatrice Licheri per averci dato oggi uno spazio di ascolto e di confronto vero e a tutti i gruppi parlamentari che stanno mostrando la volontà di affrontare il tema della canapa industriale non più come un tabù ideologico, ma come una questione economica, sociale e giuridica concreta.
Aspettiamo ora soluzioni concrete e fattibili. Auspichiamo e chiediamo all’opposizione che possa trovare, nel dialogo con la maggioranza – in particolare sulla proposta di regolamentare le infiorescenze – la chiave per superare l’articolo 18, senza dover attendere gli esiti dei vari livelli di giustizia nazionali e comunitari, che sarebbero già arrivati dalla Corte costituzionale italiana qualora le Regioni, almeno quelle guidate dai partiti che compongono l’opposizione parlamentare, avessero effettivamente dato seguito alle richieste del comparto impugnando l’articolo 18.
Noi, come ICI, siamo pronti a fare la nostra parte: portare dati, proposte, esempi reali di aziende e territori. Ci auguriamo che, a partire da questo DDL e da questo emendamento, si apra finalmente una stagione di stabilità normativa e di sviluppo per l’intera filiera della canapa industriale italiana, nella quale si riesca ad abbassare le bandiere partitiche e ideologiche per fare davvero il bene di un settore produttivo composto in larga parte da giovani agricoltori, con un potenziale altissimo per l’intero Paese.



















