Manipolazioni della canapa: regolamentare per colpire gli illeciti

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Manipolazioni della canapa: regolamentare per colpire gli illeciti

Negli ultimi giorni alcuni episodi di cronaca, tra cui il caso avvenuto a Milano che ha portato al decesso di un giovane, hanno generato preoccupazione e acceso il dibattito pubblico sul consumo di prodotti venduti come “cannabis light”. In attesa degli accertamenti della magistratura, emerge un elemento: potrebbero trattarsi di prodotti manipolati o adulterati, contenenti sostanze non dichiarate e potenzialmente pericolose. Episodi di questo tipo, così come gli illeciti che purtroppo si verificano in tutti i settori produttivi, sono spesso favoriti dall’assenza di una regolamentazione chiara e coerente, che permetta di distinguere subito chi opera nella legalità da chi aggira le regole.

Imprenditori Canapa Italia esprime cordoglio per quanto accaduto e ribadisce una posizione ferma e inequivocabile: il settore della canapa industriale non ha nulla a che vedere con queste pratiche illegali. Si tratta di condotte gravissime e penalmente rilevanti che l’associazione condanna senza alcuna esitazione e che devono essere perseguite con la massima severità.

Il nostro settore è costituito da una filiera agricola fatta di imprenditori, coltivatori e operatori – in larga parte giovani – che lavorano nel pieno rispetto della legge, della trasparenza e dell’etica della pianta. Una filiera che produce, trasforma e commercializza canapa industriale seguendo la normativa europea e nazionale, senza alcun legame con sostanze stupefacenti o con cannabinoidi sintetici e semisintetici.

Proprio per difendere consumatori e imprese oneste, ICI è stata negli ultimi anni una delle prime realtà a segnalare alle istituzioni la diffusione di composti semisintetici come l’HHC, chiedendone l’inserimento nelle tabelle delle sostanze vietate. Una richiesta recepita dal Ministero della Salute, come attestato dalla Gazzetta Ufficiale del luglio 2023. Questo risultato dimostra il nostro impegno: tutelare la salute pubblica colpendo gli illeciti.

Gli episodi riportati dalla stampa non devono diventare l’ennesima occasione per attaccare un comparto produttivo sano, tracciato, trasparente e totalmente distinto da chi manipola la canapa aggiungendo sostanze proibite. La legge 309/90 già prevede il divieto per i cannabinoidi sintetici e semisintetici con effetti psicoattivi analoghi alle sostanze stupefacenti: è su questa base che occorre intervenire con decisione, affinando controlli e punendo chi viola la norma.

ICI chiede da tempo una regolamentazione chiara, moderna e coerente, che consenta alle autorità di distinguere immediatamente tra operatori legali e comportamenti fraudolenti. È questa la strada per tutelare i cittadini e rafforzare una filiera agricola che rappresenta un valore, non un problema.

Continueremo a collaborare con istituzioni, autorità sanitarie e forze dell’ordine per segnalare ogni fenomeno sospetto e contrastare con fermezza pratiche che nulla hanno a che fare con la canapa industriale. Difendere la legalità significa difendere la reputazione della pianta e delle migliaia di persone che ogni giorno lavorano onestamente.

Imprenditori Canapa Italia resterà in prima linea nel denunciare ogni manipolazione, ogni abuso e ogni comportamento che possa mettere a rischio la salute delle persone e l’integrità del settore.

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