L’art. 18 del “decreto sicurezza” arriva davanti alla Corte costituzionale

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L’art. 18 del “decreto sicurezza” arriva davanti alla Corte costituzionale

Una svolta attesa da tutto il comparto della canapa industriale è finalmente arrivata. Nel territorio di Brindisi, in un procedimento riguardante un ingente quantitativo di infiorescenze di canapa industriale importate dall’estero, il Tribunale ha disposto la sospensione del giudizio e la rimessione alla Corte costituzionale dell’articolo 18 del cosiddetto “decreto sicurezza”, convertito nella Legge 80/2025.

Per la prima volta, la disciplina che vieta in modo generalizzato le infiorescenze di canapa e i loro derivati – introducendo sanzioni penali e la confisca obbligatoria anche in assenza di condanna – viene posta sotto la lente della Consulta. Una decisione che segna un momento fondamentale nella difesa della legalità, della logica giuridica e dell’intero settore produttivo.

Perché il giudice ha sospeso il procedimento

Nel caso in esame, le autorità avevano bloccato e posto sotto sequestro vari quintali di materiale vegetale destinato a un’azienda italiana, contestando la violazione delle nuove disposizioni dell’art. 18.
Successivamente, il Pubblico Ministero aveva disposto la distruzione della merce, ritenendola sostanza “intrinsecamente illecita”.

La difesa ha impugnato tale decisione, sostenendo che l’art. 18 appare in contrasto con diversi principi costituzionali e con il diritto europeo. Il Tribunale, esaminata la questione, ha affermato che senza chiarire la legittimità costituzionale del nuovo articolo, non era possibile decidere correttamente sull’opposizione alla distruzione del materiale.

Da qui la decisione: trasmettere gli atti alla Corte costituzionale e sospendere il procedimento.

I motivi del contrasto costituzionale

Il provvedimento evidenzia tre fronti critici che meritano l’intervento della Corte:

1. Vizio nella decretazione d’urgenza (art. 77 Cost.)

L’art. 18 è stato introdotto tramite decreto-legge pur mancando:

  • un effettivo caso straordinario di necessità e urgenza,
  • l’omogeneità tra i molteplici contenuti del decreto “sicurezza”,
  • un fondamento chiaro e specifico che giustifichi l’immediata restrizione del mercato delle infiorescenze.

2. Violazione del principio di offensività (artt. 13, 25, 27 Cost.)

Il divieto totale introdotto dall’art. 18 non considera:

  • il reale contenuto di THC delle infiorescenze,
  • l’assenza di effetti psicotropi documentata dalla perizia,
  • la proporzionalità della sanzione rispetto all’effettiva pericolosità.

Si tratta, in altre parole, di un divieto astratto, che punisce prodotti agricoli che non presentano capacità drogante e che rientrano in un settore da anni regolato e riconosciuto come lecita filiera industriale.

3. Violazione del diritto europeo (art. 117 Cost.)

Il nuovo divieto si pone in contrasto con:

  • la libera circolazione delle merci (artt. 34 e 36 TFUE),
  • le norme UE sulla Politica Agricola Comune che ammettono la coltivazione della canapa con THC ≤ 0,3%,
  • la normativa europea sugli alimenti e sui cosmetici che prevede parametri specifici per il THC, dimostrando che sotto determinate soglie non vi è rischio per la salute.

La conclusione del Tribunale è chiara: la norma nazionale appare sproporzionata e incompatibile con l’impianto europeo.

Un risultato importante per tutto il settore

Questa decisione rappresenta un passo storico per la tutela della filiera italiana della canapa industriale.
Per la prima volta, il divieto totale sulle infiorescenze viene messo seriamente in discussione davanti alla Corte costituzionale, aprendo la strada a una riflessione profonda sulla compatibilità della normativa con:

  • i diritti degli imprenditori,
  • la coerenza del quadro regolatorio europeo,
  • la logica scientifica,
  • la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro.

È una conferma di ciò che come Imprenditori Canapa Italia sosteniamo da mesi: un’intera filiera non può essere cancellata con un tratto di penna senza una motivazione concreta, proporzionata e basata su dati scientifici.

Insieme per difendere il futuro della canapa industriale

Desideriamo esprimere un sentito ringraziamento all’avv. Simonetti, che con impegno, competenza e precisione ha saputo portare all’attenzione della magistratura tutti i profili critici dell’art. 18, ottenendo un risultato di grande rilevanza per l’intero comparto nazionale. Il suo lavoro conferma quanto sia essenziale unire le forze tra istituzioni, tecnici, giuristi e imprese per difendere un settore che rappresenta una risorsa economica e sociale per il Paese.

Imprenditori Canapa Italia seguirà da vicino l’iter davanti alla Corte costituzionale, continuando a vigilare e a rappresentare le istanze delle migliaia di aziende e lavoratori coinvolti. Questa battaglia riguarda l’intera filiera organizzata: Canapa Sativa Italia, Resilienza Onlus e Sardinia Cannabis sono al nostro fianco in un percorso comune di tutela dei diritti degli imprenditori, della legalità e della coerenza normativa con l’ordinamento europeo.

Quella di oggi è una notizia che accogliamo con soddisfazione e determinazione: la battaglia per la tutela della filiera continua, più forte di prima e più unita che mai.

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