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	<title>News Archives - Imprenditori Canapa Italia</title>
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	<title>News Archives - Imprenditori Canapa Italia</title>
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		<title>CBD ad uso orale, il Consiglio di Stato rinvia la questione alla Corte di giustizia dell’Unione europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:37:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza n. 6202/2026, pubblicata in data odierna, ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea nei termini prospettati nel ricorso promosso da ICI – Imprenditori Canapa Italia, assistita dagli Avv.ti Dario De Blasi, Alberto Gava e Francesco Renda, contro il decreto del Ministero della Salute del 27 [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza n. 6202/2026, pubblicata in data odierna, ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea nei termini prospettati nel ricorso promosso da ICI – Imprenditori Canapa Italia, assistita dagli Avv.ti Dario De Blasi, Alberto Gava e Francesco Renda, contro il decreto del Ministero della Salute del 27 giugno 2024. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento ministeriale aveva inserito nella Tabella dei medicinali, sezione B, le composizioni per somministrazione orale contenenti cannabidiolo (CBD) ottenuto da estratti di cannabis, assoggettandole a un regime fortemente restrittivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio di Stato ha ritenuto sussistenti, nei termini prospettati da ICI, rilevanti dubbi sulla compatibilità di tale disciplina con il diritto dell’Unione europea e ha quindi sottoposto alla Corte di giustizia cinque questioni pregiudiziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, la Corte europea sarà chiamata a stabilire: </p>



<p class="wp-block-paragraph">• se l’inserimento delle composizioni contenenti CBD nella Tabella dei medicinali costituisca una misura equivalente a una restrizione quantitativa alla libera circolazione delle merci; </p>



<p class="wp-block-paragraph">• se il principio di precauzione possa giustificare una misura così restrittiva in assenza di effetti psicotropi accertati e sulla base di un rischio soltanto potenziale; </p>



<p class="wp-block-paragraph">• se il principio di proporzionalità osti a un regime generalizzato che non distingua i prodotti in funzione della loro effettiva composizione e non valuti preventivamente misure meno limitative; </p>



<p class="wp-block-paragraph">• se sia compatibile con il diritto europeo una disciplina che, pur non introducendo formalmente un divieto, produca un effetto sostanzialmente impeditivo della commercializzazione di prodotti legalmente fabbricati e commercializzati in altri Stati membri; </p>



<p class="wp-block-paragraph">• se il principio di precauzione possa consentire l’inserimento nella Tabella dei medicinali di sostanze per le quali non siano stati accertati concreti pericoli di dipendenza, così come richiesto dalla normativa nazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ordinanza, il Consiglio di Stato osserva che il CBD, considerato isolatamente, non presenta effetti psicotropi né evidenze accertate della capacità di indurre dipendenza. Il Collegio evidenzia inoltre che la misura adottata dal Ministero determina una significativa restrizione dei canali distributivi e l’esclusione dei prodotti dai normali circuiti commerciali, con effetti potenzialmente impeditivi sull’accesso al mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente rilevante è anche il passaggio nel quale il Consiglio di Stato rileva che gli effetti posti alla base della misura ministeriale non risultano accertati in maniera univoca, ma sono riconducibili a ipotesi di rischio potenziale. Secondo il Collegio, allo stato attuale il quadro scientifico non presenta un livello di evidenza tale da giustificare senza riserve una misura di così forte impatto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio di Stato ha pertanto sospeso il giudizio nazionale fino alla pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea, alla quale spetterà fornire l’interpretazione vincolante dei principi europei coinvolti. La decisione definitiva sull’appello sarà assunta successivamente, alla luce delle indicazioni provenienti dalla Corte. </p>



<p class="wp-block-paragraph">ICI accoglie con grande soddisfazione il rinvio disposto dal Consiglio di Stato. Si tratta di un risultato processuale di straordinaria importanza per l’intera filiera italiana ed europea della canapa industriale, poiché riconosce la serietà e la fondatezza delle questioni sollevate dall’associazione e porta il dibattito davanti alla massima autorità giudiziaria dell’Unione europea. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione ha sempre sostenuto che ogni intervento restrittivo debba basarsi su dati scientifici concreti, aggiornati e verificabili, rispettando i principi di proporzionalità, libera circolazione delle merci e tutela dell’iniziativa economica. La protezione della salute pubblica costituisce un obiettivo imprescindibile, ma non può tradursi nell’imposizione di misure generalizzate fondate su rischi meramente ipotetici, soprattutto quando siano disponibili strumenti di controllo, certificazione e regolamentazione meno penalizzanti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">ICI esprime il proprio ringraziamento allo Studio Legale Prestige, nelle persone degli avvocati Alberto Gava, Dario De Blasi e Francesco Renda, per l’impegno, la competenza e la determinazione con cui ha seguito il procedimento, contribuendo a portare davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea questioni decisive per il futuro del comparto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione ringrazia inoltre la Confederazione Nazionale Coldiretti, intervenuta nel giudizio a sostegno delle ragioni di ICI e della filiera della canapa industriale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">ICI riconosce, inoltre, il contributo di CSI – Canapa Sativa Italia, che ha preso parte al medesimo percorso giudiziario, contribuendo alla tutela degli interessi dell’intera filiera italiana della canapa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">ICI continuerà a seguire con la massima attenzione il procedimento europeo e a difendere, in tutte le sedi competenti, le imprese del settore, la certezza del diritto e lo sviluppo di una filiera italiana della canapa industriale fondata sulla legalità, sulla scienza e su regole chiare, equilibrate e coerenti con l’ordinamento europeo.</p>



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		<title>Canapa industriale, la Cassazione ribadisce la centralità della concreta efficacia drogante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:56:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Annullata con rinvio l’ordinanza del Tribunale del riesame di Modena Con la sentenza n. 25539 del 2026, la Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione è intervenuta su un tema particolarmente rilevante per il settore della canapa industriale: la possibilità di mantenere il sequestro e disporre la confisca di infiorescenze e derivati quando sia stata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Annullata con rinvio l’ordinanza del Tribunale del riesame di Modena </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con la sentenza n. 25539 del 2026, la Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione è intervenuta su un tema particolarmente rilevante per il settore della canapa industriale: la possibilità di mantenere il sequestro e disporre la confisca di infiorescenze e derivati quando sia stata esclusa la loro concreta efficacia drogante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda riguarda il sequestro di diversi quantitativi di infiorescenze e derivati della canapa rinvenuti all’interno di un’attività commerciale e in un garage. Il procedimento era stato avviato ipotizzando il reato previsto dall’articolo 73 del Testo unico sugli stupefacenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le successive analisi tecniche avevano però portato a escludere che i prodotti sequestrati possedessero una concreta capacità drogante. Anche il Tribunale del riesame di Modena aveva riconosciuto la mancanza del <em>fumus</em> del reato, ritenendo il fatto privo di effettiva offensività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questa conclusione, il Tribunale aveva confermato il sequestro e respinto la richiesta di restituzione, sostenendo che le infiorescenze dovessero essere considerate beni intrinsecamente illeciti e, pertanto, soggetti a confisca obbligatoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa contraddizione a essere stata censurata dalla Corte di Cassazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contenuto di THC non basta da solo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del procedimento erano stati esaminati 73 reperti. In 29 campioni era stato rilevato un contenuto di THC superiore allo 0,5%, ma il consulente tecnico aveva precisato che il superamento di tale percentuale non determina automaticamente l’efficacia stupefacente del prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per stabilire se una sostanza sia concretamente drogante occorre infatti considerare anche la quantità effettivamente utilizzabile e la dose di THC realmente assumibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la consulenza, anche prendendo come riferimento dosi di THC pari a 10 o 25 milligrammi, sarebbe stato necessario impiegare quantità di prodotto superiori a quelle normalmente utilizzate per il confezionamento di una singola sigaretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il materiale analizzato era stato quindi considerato privo di una quantità di principio psicoattivo sufficiente ad assicurare una concreta efficacia drogante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non può esserci confisca automatica in assenza di reato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Cassazione ha chiarito che non è possibile affermare, da una parte, che la sostanza non possiede efficacia drogante e che quindi il reato non è configurabile e, dall’altra, negarne automaticamente la restituzione qualificandola come bene soggetto a confisca obbligatoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La confisca presuppone infatti l’esistenza di una fattispecie penalmente rilevante. La semplice riconducibilità botanica del prodotto alla cannabis non è sufficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre dimostrare che la sostanza abbia una concreta capacità drogante, elemento dal quale dipende la sua intrinseca pericolosità. La Corte ricorda inoltre che l’onere di fornire tale prova grava sul Pubblico Ministero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il divieto di restituzione previsto dal codice di procedura penale non opera quindi in maniera automatica, ma richiede che il bene sequestrato sia collegabile, almeno sul piano indiziario, a un reato effettivamente configurabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto con la nuova normativa del 2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione affronta anche il quadro normativo introdotto dal decreto-legge n. 48 del 2025, successivamente convertito nella legge n. 80 del 2025. (Decreto Sicurezza)</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova disciplina ha escluso le infiorescenze dall’ambito di applicazione della legge n. 242 del 2016 e ha vietato numerose attività riguardanti le infiorescenze di canapa, anche essiccate, triturate o semilavorate, nonché i prodotti che le contengono, compresi estratti, resine e oli derivati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cassazione non mette in discussione l’esistenza di questi divieti. La sentenza non rappresenta quindi una liberalizzazione generalizzata della vendita delle infiorescenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Corte afferma tuttavia che, anche nel nuovo quadro normativo, l’applicazione delle sanzioni penali e delle misure di confisca non può prescindere dalla verifica della concreta offensività del fatto e dell’effettiva capacità drogante della sostanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La decisione della Corte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Cassazione ha annullato l’ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale del riesame di Modena, che dovrà svolgere una nuova valutazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Tribunale dovrà verificare l’effettiva e totale assenza di efficacia drogante del materiale sequestrato. Qualora tale assenza venga confermata, dovrà spiegare quale fondamento giuridico possa giustificare il mantenimento del sequestro o la successiva confisca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Corte non ha quindi disposto direttamente la restituzione dei prodotti, ma ha stabilito che non è possibile mantenerli sotto sequestro sulla base di un automatismo o della sola qualificazione astratta delle infiorescenze come beni illeciti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ringraziamento di ICI all’avvocato Lorenzo Simonetti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ICI desidera esprimere il proprio sincero ringraziamento all’avvocato <strong>Lorenzo Simonetti</strong>, difensore della ricorrente, per il lavoro svolto e per il risultato ottenuto davanti alla Corte di Cassazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione rappresenta un passaggio significativo per l’intero comparto della canapa industriale, perché riafferma alcuni principi fondamentali del diritto penale: la necessità di verificare la concreta offensività della condotta, l’obbligo di accertare l’effettiva capacità drogante del prodotto e l’impossibilità di applicare automaticamente il sequestro e la confisca in assenza dei presupposti di un reato.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Eletto il nuovo Consiglio Direttivo di ICI per il mandato 2026-2029</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:49:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Imprenditori Canapa Italia – ICI apre una nuova fase del proprio percorso associativo con il rinnovo degli organi direttivi per il mandato 2026-2029. L’Assemblea Ordinaria dei Soci del 19 giugno 2026 ha rappresentato un momento importante di partecipazione e continuità, confermando l’impegno dell’Associazione nella tutela e nella rappresentanza della filiera della canapa industriale italiana. A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Imprenditori Canapa Italia – ICI apre una nuova fase del proprio percorso associativo con il rinnovo degli organi direttivi per il mandato 2026-2029.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Assemblea Ordinaria dei Soci del 19 giugno 2026 ha rappresentato un momento importante di partecipazione e continuità, confermando l’impegno dell’Associazione nella tutela e nella rappresentanza della filiera della canapa industriale italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito delle votazioni svolte in modalità telematica, risultano eletti nel nuovo Consiglio Direttivo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Yuri Aimo, Vicepresidente</li>



<li>Franco Picconi</li>



<li>Lawrence Myall</li>



<li>Nicola Forin</li>



<li>Guglielmo Troian</li>



<li>Ludovico Fedon</li>



<li>Simone D’Angelo</li>



<li>Erika Andreani</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Raffaele Desiante è stato confermato Presidente di Imprenditori Canapa Italia per il mandato 2026-2029.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Direttivo sarà chiamato a proseguire il lavoro portato avanti dall’Associazione in questi anni, rafforzando l’azione istituzionale, legale e associativa a tutela delle imprese del comparto. ICI continuerà a impegnarsi per una regolamentazione chiara, stabile e sostenibile, capace di garantire certezza del diritto, tutela degli investimenti e pieno riconoscimento del valore agricolo, industriale ed economico della canapa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Associazione conferma la propria volontà di mantenere un approccio serio, tecnico e costruttivo nel dialogo con le istituzioni, rafforzando al tempo stesso la partecipazione dei soci e la rappresentanza delle aziende che operano nella legalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si ringraziano tutti i soci per la partecipazione e tutti i candidati per la disponibilità dimostrata. Al nuovo Direttivo va l’augurio di buon lavoro per il mandato appena iniziato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cassazione conferma: coltivare canapa secondo la Legge 242/2016 è lecito. Il ricorso della Procura di Sassari è inammissibile</title>
		<link>https://www.imprenditoricanapaitalia.it/news/cassazione-conferma-coltivare-canapa-secondo-la-legge-242-2016-e-lecito-il-ricorso-della-procura-di-sassari-e-inammissibile/</link>
					<comments>https://www.imprenditoricanapaitalia.it/news/cassazione-conferma-coltivare-canapa-secondo-la-legge-242-2016-e-lecito-il-ricorso-della-procura-di-sassari-e-inammissibile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:59:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Terza Sezione Penale della Suprema Corte chiude un caso emblematico: quando la coltivazione rispetta i parametri della legge agroindustriale, non c&#8217;è reato. Con sentenza n. 271 del 12 febbraio 2026 (depositata il 24 marzo 2026), la Corte di Cassazione – Terza Sezione Penale – ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura della Repubblica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>La Terza Sezione Penale della Suprema Corte chiude un caso emblematico: quando la coltivazione rispetta i parametri della legge agroindustriale, non c&#8217;è reato.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con sentenza n. 271 del 12 febbraio 2026 (depositata il 24 marzo 2026), la Corte di Cassazione – Terza Sezione Penale – ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura della Repubblica di Sassari contro l&#8217;ordinanza del Tribunale sassarese che aveva annullato un sequestro probatorio disposto nei confronti di un&#8217;azienda agricola e di un&#8217;azienda florovivaistica di canapa. Una pronuncia che merita attenzione da parte di tutto il settore, ottenuta grazie alla difesa condotta dall&#8217;avvocato Lorenzo Simonetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa è successo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La polizia giudiziaria aveva eseguito una perquisizione ai sensi dell&#8217;art. 103 del Testo Unico Stupefacenti nei confronti di due aziende che coltivavano canapa, sequestrando il materiale rinvenuto in relazione all&#8217;ipotesi di reato prevista dall&#8217;art. 73 dello stesso decreto. Tra il materiale contestato vi erano anche infiorescenze, la cui presenza aveva costituito uno degli elementi su cui la Procura aveva fondato la propria tesi accusatoria. Il Tribunale di Sassari, con ordinanza del 23 ottobre 2025, aveva annullato il decreto di convalida del sequestro per due ragioni distinte: da un lato un vizio formale, ovvero la mancata indicazione della finalità probatoria; dall&#8217;altro la valutazione nel merito che la coltivazione fosse pienamente lecita, in quanto conforme ai parametri della Legge 242/2016. La Procura ha impugnato questa decisione in Cassazione. L&#8217;avvocato Simonetti ha depositato memoria difensiva chiedendo che il ricorso venisse dichiarato inammissibile o rigettato. La Suprema Corte gli ha dato ragione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ragionamento della Cassazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I giudici di legittimità richiamano il principio consolidato fissato dalle Sezioni Unite <em>Castignani</em> (sentenza n. 30475 del 30 maggio 2019): la Legge 242/2016 qualifica come lecita unicamente l&#8217;attività di coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, per le finalità tassativamente indicate dall&#8217;art. 2 della stessa legge. Le coltivazioni che rientrano in questo perimetro si collocano nell&#8217;alveo delle colture consentite ai sensi dell&#8217;art. 26 del d.P.R. 309/1990. Il punto cruciale è che la Legge 242 non ha modificato il Testo Unico Stupefacenti proprio perché non ne aveva bisogno: ha disciplinato un settore ontologicamente estraneo all&#8217;ambito dei divieti penali, quello della coltivazione industriale di canapa funzionale esclusivamente alla produzione di fibre o ad altri usi consentiti dalla normativa europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema specifico delle infiorescenze, la Corte affronta con chiarezza una questione che negli ultimi anni ha generato grande incertezza nel settore. Il D.L. 48/2025 ha introdotto i commi 3-bis negli artt. 1 e 2 della Legge 242/2016, vietando esplicitamente l&#8217;importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio e la vendita di prodotti costituiti da infiorescenze di canapa, anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, compresi estratti, resine e oli derivati. Una stretta normativa significativa, che tuttavia non si traduce automaticamente in rilevanza penale per chi coltiva. Nel caso in esame, il Tribunale aveva accertato nel merito — con valutazione insindacabile in sede di legittimità — che nei locali aziendali erano stati rinvenuti solo residui di piante non sottoposti ad alcuna lavorazione. Quelle infiorescenze, nella loro condizione concreta, non costituivano &#8220;prodotti&#8221; ai sensi dei nuovi commi 3-bis: non erano essiccate, né triturate, né trasformate in estratti, resine o oli. Il divieto introdotto dal D.L. 48/2025 semplicemente non trovava applicazione. La Procura, invece di confrontarsi con questo accertamento di fatto, aveva proposto censure generiche che sollecitavano valutazioni precluse in sede di legittimità. Da qui l&#8217;inammissibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa significa per le aziende del settore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa sentenza non rivoluziona il quadro normativo, ma lo consolida su punti essenziali per gli operatori. Chi rispetta varietà ammesse, finalità industriali e parametri di legge non commette reato: il sistema giudiziario, dalle Sezioni Unite in poi, conferma questa lettura senza ambiguità. Il D.L. 48/2025 ha certamente ristretto lo spazio operativo per chi trattava infiorescenze a scopo commerciale, ma non ha trasformato in reato la coltivazione in sé né la semplice presenza di fiori sulla pianta in campo o nei locali aziendali. La distinzione tra coltivazione lecita e commercializzazione vietata rimane il fulcro interpretativo attorno a cui si muove tutta la giurisprudenza recente, e questa sentenza lo ribadisce con forza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una vittoria per il buon senso giuridico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per anni, molte aziende agricole e florovivaistiche del settore hanno subito perquisizioni, sequestri e procedimenti penali nonostante operassero nel pieno rispetto della legge. Questa sentenza conferma che i tribunali di merito hanno gli strumenti per distinguere la coltivazione industriale lecita dal traffico di stupefacenti, e che la Cassazione è disposta a tutelare questa distinzione anche di fronte alle pressioni delle procure. Un risultato reso possibile anche da una difesa tecnica puntuale e preparata, come quella condotta dall&#8217;avvocato Lorenzo Simonetti, che ha saputo costruire un impianto argomentativo che la Suprema Corte ha ritenuto adeguato e corretto. Come imprenditori della canapa, continuiamo a monitorare ogni pronuncia rilevante e a mettere a disposizione del settore gli strumenti per difendere il proprio lavoro. Questa, senza dubbio, va nella direzione giusta.</p>
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		<title>Ciao Piero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Desiante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 09:58:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stanotte il settore della canapa industriale ha perso uno dei suoi più valorosi condottieri. Piero Manzanares, Presidente di Sardinia Cannabis, ci ha lasciato e con lui se ne va una presenza che, per tanti di noi, era diventata una certezza: costante, generosa, instancabile. Piero non era soltanto un rappresentante autorevole. Era, prima di tutto, una [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Stanotte il settore della canapa industriale ha perso uno dei suoi più valorosi condottieri. Piero Manzanares, Presidente di Sardinia Cannabis, ci ha lasciato e con lui se ne va una presenza che, per tanti di noi, era diventata una certezza: costante, generosa, instancabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Piero non era soltanto un rappresentante autorevole. Era, prima di tutto, una persona capace di stare accanto agli altri nel modo più raro: con il sorriso giusto, con l’empatia vera, con quella naturalezza che non aveva bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. In un periodo in cui il nostro comparto vive pressioni, attacchi e incertezze, lui ha scelto ogni giorno la strada della responsabilità e del coraggio. Ha difeso le imprese, i lavoratori, i territori, la dignità di una filiera intera. Lo ha fatto senza protagonismi, senza scorciatoie, senza mai perdere di vista l’obiettivo comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Piero era l’amico che tutti vorrebbero avere. Quello che ti chiama quando serve e anche quando “non serve”, solo per esserci. Quello che, nel mezzo di una giornata pesante, trova il modo di alleggerirti il cuore con una battuta o una parola semplice, ma esatta. Quello che ascolta davvero, che capisce prima ancora che tu finisca la frase.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha condiviso con lui riunioni, telefonate, trasferte, momenti di tensione e momenti di speranza, sa quanto fosse una presenza continua ed indispensabile. Piero c’era sempre, con la dedizione di chi sente quella battaglia come una responsabilità personale. Aveva quel dono raro di sorridere anche nei momenti difficili, di trasformare il lavoro in qualcosa di più leggero e persino piacevole, e di convertire lo scoraggiamento in determinazione. Non era soltanto un uomo di idee: era un uomo che le idee le portava sulle spalle, con coerenza e con cuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da oggi ci mancheranno la sua energia, la sua lucidità, la sua umanità. Ci mancherà il suo modo di unire, di costruire ponti, di far sentire tutti parte di una stessa battaglia. Perché Piero, anche quando non era d’accordo, non metteva mai al centro l’ego: metteva al centro la causa, la filiera, le persone. E questo è il segno delle persone grandi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da Presidente di Imprenditori Canapa Italia, sento il dovere e l&#8217;onore di rendere omaggio a ciò che Piero ha rappresentato per tutti noi: ci lascia un’eredità concreta e preziosa. Ci lascia esempio, metodo e forza. Ha contribuito a rendere più forte la nostra comunità e più credibile la nostra voce. Ha fatto crescere consapevolezza, ha portato avanti battaglie difficili, ha dato sostanza e autorevolezza alla difesa dei diritti e della dignità del nostro settore. E lo ha fatto fino all’ultimo giorno, con quella tenacia gentile che lo rendeva unico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo che, da lassù, continuerai a guardarci e, in qualche modo, a darci forza. Noi quelle battaglie che abbiamo cominciato insieme — e che abbiamo portato avanti fianco a fianco fino a ieri — dobbiamo vincerle anche per te. Per onorare il tuo lavoro, la tua lealtà, la tua visione. Per essere degni del tuo esempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto il settore della canapa industriale si stringe con affetto alla tua famiglia, ai tuoi cari, a Sardinia Cannabis e a tutte le persone che ti hanno voluto bene. Oggi il dolore è grande, ma lo è anche la gratitudine per averti conosciuto e per aver camminato con te.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci mancherai, Piero.<br>A presto.</p>
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		<title>CANAPA INDUSTRIALE: SEQUESTRI E DENUNCE PER “SPACCIO” IN TUTTA ITALIA. FERMARE SUBITO L’ONDATA REPRESSIVA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 09:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="725" height="1024" src="https://www.imprenditoricanapaitalia.it/wp-content/uploads/2025/12/Comunicato-Stampa-13-12-25-1-1-pdf-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1600"/></figure>
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		<title>Manipolazioni della canapa: regolamentare per colpire gli illeciti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 11:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni alcuni episodi di cronaca, tra cui il caso avvenuto a Milano che ha portato al decesso di un giovane, hanno generato preoccupazione e acceso il dibattito pubblico sul consumo di prodotti venduti come “cannabis light”. In attesa degli accertamenti della magistratura, emerge un elemento: potrebbero trattarsi di prodotti manipolati o adulterati, contenenti [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi giorni alcuni episodi di cronaca, tra cui il caso avvenuto a Milano che ha portato al decesso di un giovane, hanno generato preoccupazione e acceso il dibattito pubblico sul consumo di prodotti venduti come “cannabis light”. In attesa degli accertamenti della magistratura, emerge un elemento: potrebbero trattarsi di prodotti manipolati o adulterati, contenenti sostanze non dichiarate e potenzialmente pericolose. Episodi di questo tipo, così come gli illeciti che purtroppo si verificano in tutti i settori produttivi, sono spesso favoriti dall’assenza di una regolamentazione chiara e coerente, che permetta di distinguere subito chi opera nella legalità da chi aggira le regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imprenditori Canapa Italia esprime cordoglio per quanto accaduto e ribadisce una posizione ferma e inequivocabile: il settore della canapa industriale non ha nulla a che vedere con queste pratiche illegali. Si tratta di condotte gravissime e penalmente rilevanti che l’associazione condanna senza alcuna esitazione e che devono essere perseguite con la massima severità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro settore è costituito da una filiera agricola fatta di imprenditori, coltivatori e operatori – in larga parte giovani – che lavorano nel pieno rispetto della legge, della trasparenza e dell’etica della pianta. Una filiera che produce, trasforma e commercializza canapa industriale seguendo la normativa europea e nazionale, senza alcun legame con sostanze stupefacenti o con cannabinoidi sintetici e semisintetici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per difendere consumatori e imprese oneste, ICI è stata negli ultimi anni una delle prime realtà a segnalare alle istituzioni la diffusione di composti semisintetici come l’HHC, chiedendone l’inserimento nelle tabelle delle sostanze vietate. Una richiesta recepita dal Ministero della Salute, come attestato dalla Gazzetta Ufficiale del luglio 2023. Questo risultato dimostra il nostro impegno: tutelare la salute pubblica colpendo gli illeciti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli episodi riportati dalla stampa non devono diventare l’ennesima occasione per attaccare un comparto produttivo sano, tracciato, trasparente e totalmente distinto da chi manipola la canapa aggiungendo sostanze proibite. La legge 309/90 già prevede il divieto per i cannabinoidi sintetici e semisintetici con effetti psicoattivi analoghi alle sostanze stupefacenti: è su questa base che occorre intervenire con decisione, affinando controlli e punendo chi viola la norma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ICI chiede da tempo una regolamentazione chiara, moderna e coerente, che consenta alle autorità di distinguere immediatamente tra operatori legali e comportamenti fraudolenti. È questa la strada per tutelare i cittadini e rafforzare una filiera agricola che rappresenta un valore, non un problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continueremo a collaborare con istituzioni, autorità sanitarie e forze dell’ordine per segnalare ogni fenomeno sospetto e contrastare con fermezza pratiche che nulla hanno a che fare con la canapa industriale. Difendere la legalità significa difendere la reputazione della pianta e delle migliaia di persone che ogni giorno lavorano onestamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imprenditori Canapa Italia resterà in prima linea nel denunciare ogni manipolazione, ogni abuso e ogni comportamento che possa mettere a rischio la salute delle persone e l’integrità&nbsp;del&nbsp;settore.</p>
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		<title>L’art. 18 del “decreto sicurezza” arriva davanti alla Corte costituzionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 07:56:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[canapa industriale]]></category>
		<category><![CDATA[infiorescenze di canapa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una svolta attesa da tutto il comparto della canapa industriale è finalmente arrivata. Nel territorio di Brindisi, in un procedimento riguardante un ingente quantitativo di infiorescenze di canapa industriale importate dall’estero, il Tribunale ha disposto la sospensione del giudizio e la rimessione alla Corte costituzionale dell’articolo 18 del cosiddetto “decreto sicurezza”, convertito nella Legge 80/2025. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una svolta attesa da tutto il comparto della canapa industriale è finalmente arrivata. Nel territorio di <strong>Brindisi</strong>, in un procedimento riguardante un ingente quantitativo di infiorescenze di canapa industriale importate dall’estero, il Tribunale ha disposto la <strong>sospensione del giudizio</strong> e la <strong>rimessione alla Corte costituzionale</strong> dell’articolo 18 del cosiddetto “decreto sicurezza”, convertito nella Legge 80/2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la prima volta, la disciplina che vieta in modo generalizzato le infiorescenze di canapa e i loro derivati – introducendo sanzioni penali e la confisca obbligatoria anche in assenza di condanna – viene posta sotto la lente della Consulta. Una decisione che segna un momento fondamentale nella difesa della legalità, della logica giuridica e dell’intero settore produttivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché il giudice ha sospeso il procedimento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso in esame, le autorità avevano bloccato e posto sotto sequestro vari quintali di materiale vegetale destinato a un’azienda italiana, contestando la violazione delle nuove disposizioni dell’art. 18.<br>Successivamente, il Pubblico Ministero aveva disposto la distruzione della merce, ritenendola sostanza “intrinsecamente illecita”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La difesa ha impugnato tale decisione, sostenendo che l’art. 18 appare in contrasto con diversi principi costituzionali e con il diritto europeo. Il Tribunale, esaminata la questione, ha affermato che senza chiarire la legittimità costituzionale del nuovo articolo, non era possibile decidere correttamente sull’opposizione alla distruzione del materiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui la decisione: <strong>trasmettere gli atti alla Corte costituzionale</strong> e sospendere il procedimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I motivi del contrasto costituzionale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento evidenzia tre fronti critici che meritano l&#8217;intervento della Corte:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Vizio nella decretazione d’urgenza (art. 77 Cost.)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’art. 18 è stato introdotto tramite decreto-legge pur mancando:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un effettivo caso straordinario di necessità e urgenza,</li>



<li>l’omogeneità tra i molteplici contenuti del decreto “sicurezza”,</li>



<li>un fondamento chiaro e specifico che giustifichi l’immediata restrizione del mercato delle infiorescenze.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Violazione del principio di offensività (artt. 13, 25, 27 Cost.)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il divieto totale introdotto dall’art. 18 non considera:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il reale contenuto di THC delle infiorescenze,</li>



<li>l’assenza di effetti psicotropi documentata dalla perizia,</li>



<li>la proporzionalità della sanzione rispetto all’effettiva pericolosità.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, in altre parole, di un divieto <strong>astratto</strong>, che punisce prodotti agricoli che non presentano capacità drogante e che rientrano in un settore da anni regolato e riconosciuto come lecita filiera industriale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Violazione del diritto europeo (art. 117 Cost.)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo divieto si pone in contrasto con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la libera circolazione delle merci (artt. 34 e 36 TFUE),</li>



<li>le norme UE sulla Politica Agricola Comune che ammettono la coltivazione della canapa con THC ≤ 0,3%,</li>



<li>la normativa europea sugli alimenti e sui cosmetici che prevede parametri specifici per il THC, dimostrando che sotto determinate soglie non vi è rischio per la salute.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La conclusione del Tribunale è chiara: la norma nazionale appare sproporzionata e incompatibile con l’impianto europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un risultato importante per tutto il settore</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa decisione rappresenta un <strong>passo storico</strong> per la tutela della filiera italiana della canapa industriale.<br>Per la prima volta, il divieto totale sulle infiorescenze viene messo seriamente in discussione davanti alla Corte costituzionale, aprendo la strada a una riflessione profonda sulla compatibilità della normativa con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i diritti degli imprenditori,</li>



<li>la coerenza del quadro regolatorio europeo,</li>



<li>la logica scientifica,</li>



<li>la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È una conferma di ciò che come Imprenditori Canapa Italia sosteniamo da mesi: <strong>un&#8217;intera filiera non può essere cancellata con un tratto di penna senza una motivazione concreta, proporzionata e basata su dati scientifici</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Insieme per difendere il futuro della canapa industriale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Desideriamo esprimere un sentito <strong>ringraziamento all’avv. Simonetti</strong>, che con impegno, competenza e precisione ha saputo portare all’attenzione della magistratura tutti i profili critici dell’art. 18, ottenendo un risultato di grande rilevanza per l’intero comparto nazionale. Il suo lavoro conferma quanto sia essenziale unire le forze tra istituzioni, tecnici, giuristi e imprese per difendere un settore che rappresenta una risorsa economica e sociale per il Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imprenditori Canapa Italia seguirà da vicino l’iter davanti alla Corte costituzionale, continuando a vigilare e a rappresentare le istanze delle migliaia di aziende e lavoratori coinvolti. Questa battaglia riguarda l’intera filiera organizzata: <strong>Canapa Sativa Italia</strong>, <strong>Resilienza Onlus</strong> e <strong>Sardinia Cannabis</strong> sono al nostro fianco in un percorso comune di tutela dei diritti degli imprenditori, della legalità e della coerenza normativa con l’ordinamento europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di oggi è una notizia che accogliamo con soddisfazione e determinazione: <strong>la battaglia per la tutela della filiera continua, più forte di prima e più unita che mai.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa: presentato al Senato il DDL 1676</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 10:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata di ieri, giovedì 20 novembre, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, si è tenuta la presentazione del Disegno di Legge n. 1676 sulla “Promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, su iniziativa della Senatrice Sabrina Licheri (Movimento 5 Stelle). All’incontro, trasmesso anche in diretta [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nella mattinata di ieri, giovedì 20 novembre, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, si è tenuta la presentazione del Disegno di Legge n. 1676 sulla <em>“Promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”</em>, su iniziativa della Senatrice Sabrina Licheri (Movimento 5 Stelle).</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’incontro, trasmesso anche in diretta su webtv.senato.it, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle associazioni di filiera. Per Imprenditori Canapa Italia è intervenuto il presidente <strong>Raffaele Desiante</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Tutti i partecipanti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i saluti istituzionali della Senatrice <strong>Sabrina Licheri</strong>, relatrice del DDL 1676, sono intervenuti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Lorenzo Simonetti</strong> – Avvocato cassazionista</li>



<li><strong>Mattia Cusani</strong> – Presidente di <em>Canapa Sativa Italia</em></li>



<li><strong>Piero Manzanares</strong> – Presidente di <em>Sardinia Cannabis</em></li>



<li><strong>Francesco Vitable</strong> – Presidente di <em>Resilienza Italia</em></li>



<li><strong>Jacopo Paolini</strong> – <em>Federcanapa</em></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza congiunta delle principali realtà associative ha permesso di offrire una fotografia concreta del settore, delle sue criticità e delle opportunità che una regolamentazione chiara potrebbe generare in termini di occupazione, sviluppo rurale, innovazione e sostenibilità ambientale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">L’intervento del presidente di Imprenditori Canapa Italia, Raffaele Desiante</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento, il presidente di Imprenditori Canapa Italia, <strong>Raffaele Desiante</strong>, ha sottolineato la necessità di superare l’articolo 18 del DDL Sicurezza e di dare finalmente alla filiera italiana della canapa industriale un quadro normativo stabile, coerente con il diritto europeo e capace di tutelare le imprese che operano nella legalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito il testo integrale del suo discorso:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gentile Senatrice Licheri,<br>colleghe e colleghi,</em><br><br><em>come Presidente di Imprenditori Canapa Italia, la prima cosa che desidero fare è ringraziare la Senatrice Licheri per l’organizzazione di questo incontro e, soprattutto, per l’impegno costante e tenace a difesa della filiera italiana della canapa industriale.<br><br>In questi anni, mentre intorno a noi si stratificavano norme contraddittorie e spesso punitive, lei ha continuato a confrontarsi con le associazioni, ad ascoltare gli operatori, a trasformare le criticità che le segnalavamo in iniziative politiche e parlamentari. Il DDL 1676 che presentiamo oggi è il frutto di questo ascolto ed è già di per sé un segnale politico molto forte: si riconosce che il settore esiste, che lavora nella legalità e che ha bisogno di regole chiare, non di zone grigie, sequestri preventivi e distruzione di coltivazioni.<br><br>Non mi soffermerò troppo sugli aspetti tecnici del disegno di legge, che sono stati illustrati in maniera eccellente dall’avvocato Simonetti e dai colleghi che mi hanno preceduto. Mi preme però sottolineare un aspetto, dal punto di vista delle imprese.<br><br>Questo DDL introduce un richiamo espresso alla necessità di salvaguardare l’azienda in caso di sequestro. Perché un conto è verificare il rispetto della legge – ed è giusto che venga fatto – un altro è distruggere in poche ore il lavoro e gli investimenti di anni, spesso senza neppure attendere gli esiti delle analisi. Con questo DDL si afferma un principio di civiltà giuridica: i controlli sì, ma evitando di mettere in ginocchio chi opera in un settore che lo stesso Stato dichiara lecito.<br><br>Accanto a questo percorso, vorrei ricordare che con la maggioranza si potrebbe costruire un cammino comune – anche alla luce della proposta di Fratelli d’Italia presentata in legge di bilancio per la regolamentazione delle infiorescenze come prodotto da inalazione – volto a disegnare una cornice chiara sulle infiorescenze e sui derivati, al fine introdurre un’imposta di consumo per la destinazione d’uso adulta e contribuire ulteriormente all’erario.</em><br><br><em>Dal nostro punto di vista, una soluzione di questo tipo:</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>introduce l’idea che il settore debba essere regolamentato, non represso;</em></li>



<li><em>prefigura un canale distributivo chiaro, fatto di attività specializzate di vicinato, con requisiti definiti e controllabili;</em></li>



<li><em>apre la strada a regole omogenee su etichettatura, tracciabilità, standard qualitativi e limiti di THC;</em></li>



<li><em>rafforza la protezione dei minori, prevedendo il divieto di vendita ai minori di 18 anni e strumenti efficaci di controllo dell’età.</em></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Speriamo che la proposta di Fratelli d’Italia rappresenti un’apertura per superare l’articolo 18, dando finalmente una risposta a ciò che, come associazioni di settore, chiediamo da anni: regole chiare, certezza del diritto, sicurezza lavorativa lungo tutta la filiera, dagli agricoltori ai trasformatori, dalla logistica ai negozi specializzati.<br><br>Come operatori del settore non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente coerenza legislativa e regole che ci permettano di lavorare alla luce del sole, rispettando lo Stato e venendo rispettati dallo Stato.<br><br>Il DDL 1676 e l’emendamento alla legge di bilancio possono e devono dialogare tra loro. Da un lato, è necessario correggere le storture dell’articolo 18 e proteggere le aziende da sequestri indiscriminati; dall’altro, è indispensabile dare finalmente un quadro normativo completo alle infiorescenze, definendo cosa è lecito produrre e vendere, dove, come, a chi e con quali imposte.<br><br>Se riusciremo a tenere insieme questi due binari – tutela delle imprese e regolamentazione equilibrata dei prodotti derivati dalla canapa – non solo salveremo decine di migliaia di posti di lavoro e migliaia di aziende, ma daremo anche al nostro Paese un vantaggio competitivo in un settore in cui l’Italia, per storia agricola, caratteristiche ambientali e capacità imprenditoriale, può essere un’eccellenza a livello mondiale.<br><br>Concludo rinnovando il mio ringraziamento alla Senatrice Licheri per averci dato oggi uno spazio di ascolto e di confronto vero e a tutti i gruppi parlamentari che stanno mostrando la volontà di affrontare il tema della canapa industriale non più come un tabù ideologico, ma come una questione economica, sociale e giuridica concreta.<br><br>Aspettiamo ora soluzioni concrete e fattibili. Auspichiamo e chiediamo all’opposizione che possa trovare, nel dialogo con la maggioranza – in particolare sulla proposta di regolamentare le infiorescenze – la chiave per superare l’articolo 18, senza dover attendere gli esiti dei vari livelli di giustizia nazionali e comunitari, che sarebbero già arrivati dalla Corte costituzionale italiana qualora le Regioni, almeno quelle guidate dai partiti che compongono l’opposizione parlamentare, avessero effettivamente dato seguito alle richieste del comparto impugnando l’articolo 18.<br><br>Noi, come ICI, siamo pronti a fare la nostra parte: portare dati, proposte, esempi reali di aziende e territori. Ci auguriamo che, a partire da questo DDL e da questo emendamento, si apra finalmente una stagione di stabilità normativa e di sviluppo per l’intera filiera della canapa industriale italiana, nella quale si riesca ad abbassare le bandiere partitiche e ideologiche per fare davvero il bene di un settore produttivo composto in larga parte da giovani agricoltori, con un potenziale altissimo per l’intero Paese.</em></p>
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		<title>L’Europa compie un passo decisivo verso la piena legalizzazione della canapa industriale, infiorescenze incluse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ICI - Imprenditori Canapa italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 12:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una svolta storica per il settore della canapa industriale: la Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo (COMAGRI) ha approvato un emendamento che introduce una definizione di canapa comprendente esplicitamente anche i fiori come prodotti agricoli leciti nell’Unione Europea, purché derivanti da varietà registrate nel catalogo europeo e nel rispetto dei limiti di THC. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una svolta storica per il settore della canapa industriale: la Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo (COMAGRI) ha approvato un emendamento che introduce una definizione di canapa comprendente esplicitamente anche i fiori come prodotti agricoli leciti nell’Unione Europea, purché derivanti da varietà registrate nel catalogo europeo e nel rispetto dei limiti di THC.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, la canapa industriale è già da tempo una coltura legale nella sua interezza. Tuttavia, questo voto rappresenta un passaggio fondamentale perché sancisce in modo inequivocabile che tutte le parti della pianta – incluse le infiorescenze – rientrano pienamente tra i prodotti agricoli ammessi nell’Unione Europea. In questo modo si mette fine a zone grigie normative che hanno permesso a singoli Stati membri di introdurre restrizioni arbitrarie, spesso motivate unicamente da questioni ideologiche e non da basi scientifiche o giuridiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo approvato da COMAGRI sarà ora la base per i negoziati con il Consiglio dell’UE e la Commissione. Se le tre istituzioni troveranno un accordo su questo approccio, il principio entrerà a far parte del Regolamento sull’Organizzazione Comune dei Mercati Agricoli (OCM), che regola il mercato interno dei prodotti agricoli nell’Unione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un segnale politico forte: la proposta legislativa originaria della Commissione, pubblicata nel dicembre 2024, non affrontava la questione della canapa. Il Parlamento, includendo ora questo emendamento, ha scelto di anticipare il dibattito e di dare un messaggio chiaro di sostegno a un settore che da anni chiede regole certe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ha sottolineato Raffaele Desiante, Presidente di Imprenditori Canapa Italia (ICI):<br><em>“Questa è un’ottima notizia, perché si esplicita chiaramente che la coltivazione, la lavorazione e la distribuzione anche delle infiorescenze di canapa è qualcosa di assolutamente legale e consentito su tutto il territorio europeo. È ora che le nostre aziende italiane siano trattate come tutte le altre in Europa. Non è assolutamente giusto che le aziende della filiera della canapa industriale in Italia siano vessate da procedimenti penali e sequestri di prodotti totalmente leciti e privi di efficacia drogante.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo passo sarà il voto in plenaria al Parlamento Europeo, previsto per ottobre. Successivamente inizieranno i negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione (Trilogo). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’esito sarà favorevole, le nuove regole potrebbero entrare in vigore già dalla prossima estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imprenditori Canapa Italia desidera ringraziare gli europarlamentari che hanno accolto le istanze della nostra associazione e di tutta la filiera, dimostrando sensibilità e attenzione verso un comparto che rappresenta innovazione, sostenibilità e occupazione per il nostro Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il voto di Bruxelles dimostra che l’Europa è consapevole del valore della canapa: una coltura sostenibile, capace di generare occupazione, innovazione e competitività per l’intero Made in Italy.</p>
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